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AIDO premia gli studenti nel ricordo del prof. Giorgio Maltoni

Premiazione concorso webVenerdì 12 giugno 2020, il Municipio di Forlì ha ospitato la cerimonia di premiazione del concorso per studenti “Giorgio Maltoni” organizzato dalla sezione forlivese di AIDO e rivolto ai ragazzi delle classi quarte e quinte delle scuola superiori del territorio.

Il concorso, intitolato alla memoria dello storico fondatore della sezione provinciale dell'Associazione Italiana Donatori Organi e promosso in collaborazione con l'Ufficio scolastico territoriale di Forlì-Cesena, ha coinvolto numerosi giovani che hanno prodotto elaborati confrontandosi con il tema del “dono” a partire dai valori di umanità e solidarietà, fino alla sua importanza per la salute delle persone e per l'identità civica. La commissione esaminatrice, che si è riunita lo scorso 6 giugno, composta dal presidente AIDO Forlì Mirco Bresciani, dalla prof.ssa Flavia Rambelli e da Alessandra Prati dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ha espresso vivo compiacimento per il numero degli elaborati pervenuti (12) e per il valore del contenuto degli stessi, frutto della creatività di studenti singoli, ma anche di gruppi di giovani che hanno collaborato insieme.

Vista la qualità di quanto è stato elaborato, la Commissione ha deciso di premiare non tre progetti (come previsto da regolamento), ma quattro, offrendo ad ognuno 500 euro. Questi i progetti vincenti: la canzone “Ti vorrei donare il cuore” di Chiara Morigi, che ne ha curato parole, musica e canto, il video “L’arte nel cuore”, realizzato da Matteo Bartolucci, Elena Catani e Daniele Gardella; il pannello smaltato denominato “Scultura”, opera di Chiara Malmesi Daveti e il progetto di promozione e raccolta fondi “AIDO, I Do”, curato da Chiara Moretti. Una menzione speciale, infine, è stata attribuita a Bianca Brunacci per il progetto di un murale che verrà realizzato grazie a fondi della sezione AIDO, in spazi concordati con l’amministrazione comunale di Forlì. Alla cerimonia di premiazione, svoltasi presso la Sala Randi del Municipio, nel pieno rispetto delle norme di distanziamento (Fase 2 - emergenza Covid -19), hanno partecipato gli studenti e i membri della Commissione, l'assessore al Welfare del Comune di Forlì Rosaria Tassinari, Marco Maltoni, figlio del compianto professor Giorgio Maltoni e Andrea Criveto, in rappresentanza della Banca di Credito Cooperativo Ravennate Forlivese e Imolese, Istituto di credito sostenitore dell'iniziativa.

 

Gli elaborati premiati:

1) Canzone "Ti vorrei donare il cuore" di Chiara Morigi
2) Video "L'arte nel cuore" di Matteo Bartolucci, Elena Catani e Daniele Gardella
3) Pannello smaltato "Scultura" di Chiara Malmesi Daveti
4) Progetto "AIDO i do" di Chiara Moretti
5) Progetto di murales di Bianca Brunacci (menzione)

 

AIDO dona un letto per terapia intensiva all'Ospedale Morgagni di Forlì

letto terapia webAnche la sezione pluricomunale AIDO di Forlì “Claudio Matteucci” è in prima linea per offrire il proprio contributo solidale a fronte dell’emergenza Coronavirus, che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale e la propria capacità ricettiva, specie nell’ambito delle Terapie Intensive.

“Come associazione – spiega il presidente AIDO di Forlì Mirko Bresciani – abbiamo deciso di donare all’Unità Operativa Rianimazione dell’Ospedale Pierantoni di Forlì (AUSL Romagna) un letto per terapia intensiva, completo di superficie anti-decubito integrata, del valore di ben 8.860 euro oltre IVA. Si tratta per noi di un investimento rilevante, che effettuiamo con generosità ed estrema soddisfazione, in quanto l’offerta di strumentazioni sanitarie indispensabili per salvare vite umane nell’emergenza in corso, sono in perfetta linea con gli obiettivi della nostra associazione, impegnata da sempre nella sensibilizzazione alla donazione di organi, il cui scopo è esattamente il medesimo, ovvero quello di dare una speranza di vita a persone gravemente ammalate”.

Di particolare significato il fatto che il direttivo di AIDO Forlì ha voluto intitolare questa donazione alla memoria del prof. Giorgio Maltoni, scomparso nello scorso mese di ottobre, che è stato pioniere e instancabile promotore, sul nostro territorio, della donazione di sangue e organi.

 

foto cuore fermoOspedale di Forlì, primo caso di donazione organi a cuore fermo

E’ la prima volta che accade all’ospedale di Forlì e ha suscitato grande entusiasmo e soddisfazione. Si tratta della prima donazione di organi a cuore fermo. Normalmente la donazione viene effettuata da donatore in morte encefalica, quindi a cuore ancora battente. In questo caso, invece, il cuore del donatore era fermo e, di conseguenza, il processo di donazione, con una procedura clinico chirurgica di alta complessità, ha richiesto un elevato livello di collaborazione tra strutture e discipline diverse.

“La collaborazione, da tempo in atto, fra le Unità Operative di Anestesia e Rianimazione di Forlì e Cesena – spiegano i medici - ha permesso di realizzare la prima donazione di organi a cuore fermo all'interno dell'ospedale Morgagni, prelievo eseguito su un paziente deceduto presso la Rianimazione dello stesso ospedale. In questo caso la generosa volontà, favorevole alla donazione, espressa dei familiari del paziente, ha consentito di avviare una serie di complesse procedure che hanno impegnato molteplici figure professionali di entrambi i nosocomi. Un grande ringraziamento anche va al Centro Coordinamento Trapianti regionale, diretto dalla dottoressa Gabriela Sangiorgi e all'équipe dei trapianti di Modena, diretta dal professor Fabrizio Di Benedetto”.

I due reparti di Anestesia e Rianimazione hanno realizzato in piena collaborazione l'intero percorso. Dall'Ospedale di Cesena sono giunti a supporto dei colleghi di Forlì l'ECMO team e vari professionisti (medici, infermieri e tecnici), già esperti in materia di preservazione della funzione degli organi da prelevare nei casi in cui il decesso avvenga per arresto cardiaco e non per morte cerebrale. L'Ecmo, ossigenazione extracorporea a membrana, è una tecnica che supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, aumentando l’ossigenazione del sangue, riducendo i valori ematici di anidride carbonica, incrementando la gittata cardiaca ed agendo sulla temperatura corporea. Permette, in condizioni di severa insufficienza respiratoria e/o cardiaca, di mettere a riposo cuore e polmoni sostituendone la funzione ventilatoria e di pompa.
“La donazione di organi e tessuti a cuore fermo – spiegano i medici forlivesi e cesenati - rappresenta una reale possibilità di aumentare considerevolmente il numero di organi disponibili per il trapianto e può portare a ridurre notevolmente i tempi di attesa dei molti pazienti in lista per il trapianto. Riteniamo che questo successo abbia alle basi un percorso iniziato anni fa dall'amico dottor Giorgio Gambale, che ha creduto nel valore della collaborazione e del rispetto delle varie professionalità. Un ringraziamento a tutti i professionisti medici, infermieri, tecnici di Forlì e Cesena, coinvolti nella realizzazione di questo difficile caso”.

 

giorgio maltoniGiorgio Maltoni, gigante della cultura della donazione

La scomparsa del prof. Giorgio Maltoni, spentosi lo scorso 8 ottobre all’età di 92 anni, rappresenta una perdita non solo per tutto il comparto sanitario forlivese, in quanto fu per tantissimi anni (dal 1968 fino all’inizio degli anni ‘90) primario del Reparto di Urologia del “vecchio” Ospedale Morgagni di Forlì, quanto piuttosto per il contributo offerto al volontariato forlivese. Maltoni, infatti fu presidente per oltre vent’anni, dal 1972 al 1996, dell’Avis di Forlì ed instancabile promotore delle sezioni della medesima associazione nell’entroterra.

Fu, inoltre, fra i fondatori della sezione “Claudio Matteucci” dell’Associazione italiana donatori organi (AIDO), di cui oltre ad essere stato presidente per diversi mandati, ha certamente avuto un ruolo chiave, nella sua duplice veste di volontario e professionista della sanità, nella promozione e nella diffusione della cultura del dono degli organi, una sensibilità che Maltoni, prima di altri, ha maturato interiormente e promosso con grande convinzione all’interno della comunità forlivese. Coloro che hanno condiviso con lui l’impegno in AIDO lo ricordano come un uomo ricco di grande umanità, con la capacità di valorizzare ogni persona e di farla sentire unica e insostituibile, doti che lo hanno reso per lunghissimi anni un saldo punto di riferimento per l’associazionismo e il volontariato. Il suo è stato vero e proprio impegno civico, portato avanti con approccio educativo e grande capacità organizzativa, seguendo una missione orientata ad aiutare il prossimo. Grazie a questa instancabile azione, la cultura del dono (sia quello del sangue che quello degli organi) ha messo radici solide sul nostro territorio con uno sviluppo associativo certamente superiore che in altre aree italiane.

Maltoni aveva molto sviluppato anche il concetto del ringraziamento dei donatori: negli anni ‘90 organizzava, in qualità di presidente di AIDO, un evento biennale che si svolgeva presso Villa Prati di Bertinoro, dove invitava, oltre alle autorità locali, i famigliari dei donatori di organi e donava loro un ricordo in memoria dei propri congiunti scomparsi, ringraziandoli per la donazione, grazie alla quale si era donata una nuova possibilità di vita ad altre persone. Sempre nell’ambito del volontariato è stato membro del Rotary Club di Forlì, in cui entrò nel 1968, fu presidente nell’anno 1980/1981 e ricevette un encomio per i 50 anni di appartenza da parte del presidente internazionale. Per i suoi meriti professionali e per la sua attività nell’ambito del volontariato gli fu anche riconosciuta l’onoreficienza di Commendatore della Repubblica Italiana.

AIDO - Sezione Pluricomunale Forli - C.F.92024750405

Tel. e Fax. +39 0543 25830 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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